Tribuna

VinoVip, parole d’ordine: resistenza e resilienza

VinoVip, parole d’ordine: resistenza e resilienza   A Cortina d’Ampezzo, perla delle Dolomiti, gli esperti del settore guardano al futuro dell’enologia

VinoVip, parole d’ordine: resistenza e resilienza

 A Cortina d’Ampezzo, perla delle Dolomiti, gli esperti del settore guardano al futuro dell’enologia

ImageNello scenario magico di Cortina d’Ampezzo, perla delle Dolomiti patrimonio Unesco, Vino Vip 2024 ha analizzato ed affrontato l’evoluzione dell’enologia italiana. Resistenza e resilienza della “civiltà del bere” sono state le tematiche al centro del talk svoltosi all’Alexander Girardi Hall. La due giorni, organizzata dalla rivista Civiltà del Bere, per la quattordicesima edizione ha portato le eccellenze e i grandi nomi del vino italiano sulle Dolomiti con momenti di discussione, approfondimenti e ovviamente degustazioni delle migliori etichette. Il premio Khail 2024 Civiltà del Bere è stato consegnato a Marina Cvetic amministratore unico “Masciarelli Tenute”.

Oggi la capacità di resistenza e resilienza  del comparto vinicolo italiano è messa a dura prova, condizionata da forze politiche, economiche e sociali che non sembrano considerare il vino quell’elemento centrale della cultura occidentale qual è stato per secoli. Da qui la necessità di comprendere quali siano le strategie migliori per contrastarle”, ha esordito Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere. 

VinoVip il dibattito 

Ad aprire il dibattito è stato Luigi Moio, presidente OIV, professore di enologia all’Università degli Studi di ImageNapoli Federico II ed enologo e titolare della Cantina Quintodecimo. “Una battaglia culturale, una battaglia di civiltà – ha sottolineato Moio – per resistere agli attacchi culturali di chi non considera il vino un baluardo di civiltà ma lo identifica in modo semplicistico con l’alcol, oltre che la necessità di trasparenza per un consumo più consapevole”.

Ed ha aggiunto:  “Il vino è una delle invenzioni più belle dell’uomo, ma l’alcol è nocivo, questo ormai è assodato ed è necessario essere trasparenti e dirlo in modo chiaro e semplice, incentivando un consumo consapevole alla base, senza arrivare a demonizzare l’intero prodotto.”

Andrea Lonardi, Master of Wine e CEO di Marilisa Allegrini, ha portato alla luce la necessità di sintonizzare il brand con il tempo presente e futuro. “Oggi si parla sempre più di vocazionalità e di monovitigno ha spiegato Lonardi –  viviamo una crisi della soddisfazione edonistica del vino perché non è più di moda, i vini bianchi di collina e di montagna lasciano il passo ai vini bianchi del mare, i vini rossi di qualità devono essere consumati a temperatura diversa, le bolle di qualità diventano sempre più gastronomiche.

La verità è che ciò che cambia oggi è la velocità dei cambiamenti e per questo occorre essere alternativi e contemporanei e avere il coraggio di auto-valutarsi in maniera intima per sintonizzarci con il presente e con il futuro”. Giovanni Bigot, agronomo, consulente e ricercatore esperto in viticoltura biologica, ha richiamato l’attenzione sulla  cultura viticola che ponga il terreno al centro di tutto. “Quando un vitigno si adatta – ha concluso – a un terroir diverso rispetto al solito, questa capacità viene trasferita alla progenie: ecco perché lo studio e la conservazione della genetica del vitigno in seguito al suo adattamento, permette di organizzare al meglio il patrimonio viticolo mondiale.

Non possiamo pensare di perdere questo bagaglio di gran valore.” Il convegno si è concluso con il focus di Eugenio Pomàrici, professore ordinario dell’Università di Padova ed esperto italiano OIV, sulla resilienza dei distretti viticoli e sulla forza delle piccole aziende.Per distretto – ha spiegato – si intende un’area industriale caratterizzata da piccole e medie realtà con propensione ad un agire sinergico. Al contrario di quello che siamo abituati a pensare, questa struttura frammentata è stata elemento di forza: di fronte alle difficoltà il grande gruppo imprenditoriale spesso sceglie di dislocare la produzione, ma il piccolo produttore resiste, mantenendo il vigneto, magari cambiando prospettiva e migliorando”. Al Grand Hotel Savoia i tasting e la conferenza con degustazione di “Cabernet vs Cabernet”con 31 aziende protagoniste, tenuta da tre grandi esperti di caratura internazionale: Pierre Seillan (winemaker di Jackson Family Wines), Luigi Bavaresco (professore di Viticoltura all’Università Cattolica di Piacenza e membro OIV), Paolo Bomben (enologo del centro di ricerca di Vivai Cooperativi Rauscedo).

VinoVip wine tasting delle aquile

Atteso ed emozionante il walk around tasting per la bellezza del paesaggio e la vista mozzafiato sulla Conca ampezzana. A quota 2123, sul Faloria, 61 aziende hanno presentato i loro vini al Wine Tasting delle Aquile. Oltre 600 gli ospiti, tra operatori del settore, appassionati, giornalisti presenti, più di 900 le bottiglie stappate. Il prossimo appuntamento con VinoVip è a Forte del Marmi nel 2025.

Le aziende protagoniste di Cabernet vs Cabernet

Marchesi Antinori, Banfi, Barollo, Casale del Giglio, Castello del Terriccio, Castello di Bolgheri, Castello di Querceto, Collavini, Il Colombaio di Santa Chiara, Colterenzio – Schreckbichl, Fèlsina, Tenuta Liliana, Maculan, Masciarelli, Tenuta Meraviglia, Mezzacorona, Monteverro, Pasqua Vini, Planeta, Poggio al Tesoro, Rocca delle Macìe, Rottensteiner, Tenuta San Guido, Santi, Tenuta di Arceno, Tua Rita, La Viarte, Villa Sandi, Zenato, Zorzettig. Special guest: Vérité (Sonoma)

Le 61 Cantine presenti al Rifugio Faloria

Marchesi Antinori, Argiolas, Banfi, Berlucchi Franciacorta, Bortolomiol, Le Caniette, Casale del Giglio, Castagner, Castello del Terriccio, Castello di Querceto, Cesarini Sforza, Cleto Chiarli, Citra, Nododivino, Collavini, Dei, Elèva, Fèlsina, Fontanafredda, Fonzone, Isole e Olena, Leone de Castris, Livon, Cantine Lvnae, Lungarotti, Mandrarossa, Le Manzane, Masciarelli, Masi Agricola, Tenuta Meraviglia, Mezzacorona, Monteverro, Montezovo, Nino Franco, Nino Negri, Pasqua Vini, Pio Cesare, Planeta, Poggio al Tesoro, PuntoZero, Quintodecimo, Rocca delle Macìe, Rottensteiner, Ruffino, Tenuta San Guido, San Marzano, Tenuta Santa Caterina, Santa Margherita, Cantina Santadi, Santi, Tedeschi, Cantina Terlano – Andriano, Tommasi Family Estates, Umani Ronchi, Velenosi, La Viarte, Villa Bogdano 1880, Villa Sandi, Vite Colte, Zenato, Zorzettig 


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