
Benvenuti al “Mildas”, il tempio dei sapori autentici

Il ristorante della famiglia Pizzini, un’istituzione per Campiglio, Pinzolo e la Val Rendena, festeggia 60 anni di storia. L’antica cappella di un monastero è diventata il luogo del cuore per chi ama la cucina verace, schietta e genuina senza tanti fronzoli.
Da antica cappella di un monastero medievale poi trasformata nella stalla di una stazione di posta per la sosta dei cavalli… a raffinato ristorante gourmet. Benvenuti a Vadajone, antico sobborgo del comune di Giustino. Siamo in Val Rendena, ad un tiro di schioppo da Pinzolo e a due passi dalla strada statale che sale verso Madonna di Campiglio.
Benvenuti al “Mildas”, il tempio dei sapori autentici, un’istituzione per Campiglio e la Val Rendena, il luogo del cuore frequentato dai buongustai e da quanti amano la cucina verace, schietta e genuina, senza trucchi e senza inganni, in contrapposizione ai piatti scenografici e ai voli pindarici (molto fumo e poco arrosto) di molti ristoranti, anche stellati.
Mildas, un’insegna familiare creata 60 anni fa dal patriarca Mirko Pizzini

A questo punto vi chiederete il significato di quella strana insegna che campeggia all’ingresso del locale. “Mildas” altro non è che l’acronimo di Mirko, Ines, Leda, Dario, Alda e Secondo. Fu inventato nel 1966 dal patriarca della famiglia, il mitico Mirko Pizzini, per identificare la sua nuova attività di Bar, Pizzeria e Rosticceria.
Dopo la prima esperienza a Pinzolo, nel vecchio stabile della Famiglia Cooperativa, e il periodo entusiasmante al “Des Alpes” di Madonna di Campiglio, residenza estiva degli Asburgo ai tempi dell’imperatore Franz Joseph e della principessa Sissi, negli anni Ottanta del secolo scorso Mirko si innamorò di una casa storica del comune di Giustino, un tempo monastero. Restaurata con rigorosa sensibilità artistica e sobrietà dall’architetto Graziano Bortoloso, allievo del maestro d’arte Carlo Scarpa, il 26 luglio del 1986 riparte l’avventura del ristorante “Mildas”.
Una lunga storia interpretata con amore per le cose belle e buone

Il ristorante, permeato di ricordi, racconta con discrezione la storia della famiglia Pizzini.
Una lunga storia interpretata con amore per le cose belle e buone. Mirko ha cercato di trasmettere attraverso i suoi piatti una filosofia di cucina in cui credeva profondamente, partendo dalla qualità eccelsa della materia prima.
Elaborazioni semplici, non sofisticate, in grado di esaltare i sapori autentici e genuini del prodotto.
Pietanze preparate con i tempi canonici richiesti come ulteriore garanzia di serietà.
I piatti storici riproposti dal figlio Raul: i rustici caldi, il risotto, lo stinco, il gelato

Molti sono i piatti storici creati dal compianto Mirko, piatti che il figlio Raul su richiesta dei clienti ama cucinare anche oggi eseguendo fedelmente le ricette del padre. Piatti che fanno parte della storia del “Mildas”: ad esempio i rustici caldi, il risotto alla parmigiana con lo stinco di vitello arrosto, il gelato di corbezzolo sardo.
“I rustici caldi e il risotto sono nati al Mildas di Pinzolo – racconta la signora Franca, la moglie di Mirko, regina di ospitalità – quando ancora non si aveva conoscenza dello stinco.
Era difficile procurarselo e noi siamo stati i primi a proporlo.
Adesso si trova ovunque, ma la nostra ricetta è ancora quella originaria di 50 anni fa e richiede un’attenta e lenta cottura in padella sul fuoco. Per questo chiediamo la prenotazione con anticipo, per garantirne la freschezza.”
Quando lo stinco di vitello con le erbe aromatiche inebria tutta la sala

Nei giorni scorsi, in compagnia dell’amico Gianpaolo Girardi di Proposta Vini e delle rispettive consorti, ho avuto il piacere di veder servito lo storico e spettacolare stinco ai commensali di un tavolo nostro dirimpettaio.
E da buongustaio gaudente ed impenitente confesso di aver provato una certa invidia dopo aver percipito quegli aromi inebrianti che hanno invaso la sala.
Sensazione che ho poi ritrovato al nostro tavolo quando ho avuto il piacere di asaggiare il filetto di Limousine cotto al forno con il timo, le erbe aromatiche di montagna, il peperoncino e le patate arrosto della Val Rendena. Una bontà.
Quelle “peccaminose” chiocciole e gli spaghetti dell’isola di Filicudi

Scorrendo le proposte del menu con le specialità della casa, non potevo non deludere la signora Franca che mi aveva consigliato le lumache in chiocciola, le famose “escargot à la Bourguignonne”, proposte dal figlio Raul in versione dolomitica.
Appetitose e “peccaminose” al pari degli spaghetti alla Filicudara, antica ricetta creata dal patron Mirko sull’isola di Filicudi, una delle isole del cuore della famiglia Pizzini, con pomodorini, olive taggiasche e capperi delle Eolie.
La tartare di trota affumicata e lo scottadito d’agnello alla griglia

Quanto mai apprezzata – come antipasto – la tartare di trota leggermente affumicata con crostini e burro di malga, le zucchine “capricciose” e il pinzimonio di verdure fresche di stagione.
Da leccarsi i baffi le scottadito d’agnello alla griglia e la polenta con i funghi porcini del Parco Adamello Brenta.
E come dessert il gelato di ricotta con il mirto sardo, la panna cotta al naturale e ai frutti di bosco, la crema al Cardenal Mendoza montata a crudo con il famoso brandy (da cui prende il nome) con guarnizione di meringa.
Le altre leccornie, la carta vini e il caffé “Squisito” della Torrefazione Bontadi

Per le altre leccornie (gli spaghetti alla Mirko, il risotto con i porcini, il salmerino alpino alla griglia, la guancetta con purè di patate e funghi porcini) ho promesso alla signora Franca di tornare in estate o in autunno.
All’altezza di cotanto menu i vini proposti: il Cimbrus Brut 2016 (da uve Lagarino Bianco) di Alfio Nicolodi, Consorzio Cembrani d’Autore e il Vinupetra 2019 dell’Etna di Salvo Foti, omaggio alla Sicilia di Mirko Pizzini. Due “chicche” scelte tra le molte etichette del cuore di Proposta Vini.
“Squisito” (di nome e di fatto) il caffè dell’Antica Torrefazione Bontadi. Che altro aggiungere? Semplicemente chapeau!
In alto i calici. Prosit! (GIUSEPPE CASAGRANDE)
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