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Sostenibilità e Banca

Sostenibilità e Banca Proprio in questi giorni, mi è capitato di leggere un'interessante ricerca commissionata

Sostenibilità e Banca

Proprio in questi giorni, mi è capitato di leggere un’interessante ricerca commissionata dal Forum per la Finanza Sostenibile e presentata nell’ambito della Settimana SRI – Edizione 2024 L’obiettivo era mettere a confronto il punto di vista delle PMI con quello degli operatori finanziari sostenibili. Cito alcuni dei risultati emersi: 

  • Aumenta l’interesse per i temi di sostenibilità da parte delle PMI dovuto principalmente alle crescenti richieste degli stakeholder. Le PMI riconoscono vantaggi concreti nell’adozione di pratiche sostenibili, tra le altre vantaggi in termini reputazionali, di mercato e di accesso al credito. 
  • Gli operatori finanziari hanno già creato parecchi strumenti di finanza sostenibile, ma ne evidenziano un utilizzo ancora troppo limitato.
  • Le PMI tuttavia si attendono una maggior offerta di strumenti  finanziari  (sia legati al credito, che non) da parte degli operatori finanziari.

Anche da questa ricerca, emerge evidente il link forte che c’è tra il mondo delle PMI ed il sistema bancario in ambito “Sostenibilità”. 

C’è un impianto normativo che nei fatti obbliga le grandi aziende  a redigere il bilancio di sostenibilità ed a rendicontare rispetto alla sostenibilità (si parla di circa 50.000 aziende in tutta Europa).

Ma allora la Sostenibilità è solo per loro?

NO la SOSTENIBILITA’ riguarda TUTTI 

Il macro trend della sostenibilità, è alimentato giornalmente da diversi fattori e tra questi, a mio avviso, il più importante è quello relativo alla finanza sostenibile.

A  inizio 2022 l’EBA l’Autorità Bancaria Europea ha pubblicato una proposta di norme tecniche di attuazione (ITS)  dove ai fini della vigilanza, richiede una comunicazione che comprende varie informazioni su come gli Istituti stiano integrando le considerazioni ESG nella loro governance, nel modello di business, nella strategia e nel quadro di gestione del rischio, in questo ambito è stato sdoganato il GAR (Green Asset Ratio).

COS’E’ IL GAR?

Il GAR è un indice che le banche sono obbligate a misurare ed a rendicontare già dal 2024. E’ un  rapporto tra l’ammontare dei finanziamenti sostenibili allineati alla Tassonomia  erogati da una banca e il totale delle attività. In pratica, più alto è il GAR e maggiore è l’attenzione all’ambiente da parte della Banca. 

Le banche vorranno infatti avere un GAR alto e per questo saranno propense a dare più facilmente credito alle imprese sostenibili in base ai parametri previsti. 

Il principio è chiaro: più è alto il valore del GAR, più la banca si sta impegnando per finanziare attività che contribuiscono alla transizione sostenibile. Al tempo stesso si tutela, perché riduce la propria esposizione ai rischi climatici e ambientali; e qua rientriamo nel concetto di “doppia materialità”.

Ad oggi la banca più sostenibile e con un GAR più alto risulta essere Intesa San Paolo.

A breve il GAR tenderà a crescere rapidamente fino a diventare l’indicatore principale delle banche green. 

A tal proposito le banche saranno sempre più spinte a finanziare le imprese più sostenibili. Questa transizione è già in atto, al riguardo cito lo studio ESG Outlook di CRIF dal quale emerge che le PMI con un elevato livello di adeguatezza ESG sono maggiormente finanziate rispetto alla media delle PMI. Questo è importante anche nella valutazione del rischio delle aziende finanziate. Le PMI che hanno adottato elevati standard ESG registrano tassi di default inferiori del 30% rispetto alla media. 

In sintesi le banche più finanziano aziende sostenibili più migliorano il loro GAR e meno sono esposte al rischio di default delle imprese finanziate.

Alla luce di queste considerazioni anche le PMI saranno implicitamente “obbligate” a rendicontare rispetto agli ESG.

Un documento che agevola il rapporto Banca e Impresa in riferimento alla sostenibilità è sicuramente: Il Dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche, documento redatto dal Tavolo per la finanza sostenibile promosso, tra gli atri da MEF e Banca d’Italia. 

Tra gli obiettivi del Documento, anche quello di semplificare e standardizzare  gli oneri che le imprese devono sopportare per far fronte alle richieste delle banche in riferimento al credito ma anche dalle grandi imprese committenti di filiera.

Il documento ha anche l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle PMI sull’importanza delle informazioni di sostenibilità, anche nell’ottica di  un progressivo avvicinamento all’adozione dello standard VSME elaborato dall’EFRAG.

L’utilizzo del documento da parte delle PMI e delle banche è su base volontaria.

Il documento si compone di 5 sezioni: aspetti generali, climatici, E.S.G. 

Per le microimprese, rispetto al sistema bancario è importante che le aziende forniscano almeno le informazioni contrassegnate nel documento con priorità 1.

Quello che noi crediamo è che anche le PMI, strategicamente dovranno iniziare un percorso verso la sostenibilità e questo consentirà loro di essere sicuramente più competitive nel loro mercato di riferimento, oltre che essere maggiormente facilitate nell’accesso al credito e nel rapporto quotidiano con gli Istituti di Credito.

Mauro Vanzini fondatore di ESG Solution Srl SB società di consulenza specializzata in percorsi di sostenibilità per le PMI visita il nostro sito: www.esg-solution.it


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Redazione

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